Arcipelago N si divide in due parti che Lingiardi chiama “caso mitico” e “caso clinico”.
Nella prima parte l’autore si sofferma sul mito di Narciso, sulla letteratura (Il Ritratto di
Dorian Grey), sul cinema, sulle favole (Peter pan) e sulla cronaca più recente, descrivendo
efficacemente i diversi profili del disturbo narcisistico di personalità.
Nella seconda parte del libro, il “caso clinico”, Lingiardi ci dice subito che è molto sottile il
confine tra una sana autostima e un narcisismo patologico, ma dà comunque una
definizione di quello che potremmo considerare la “normalità” o “narcisismo sano”: “la
capacità di riconoscere le nostre qualità positive e di regolare l’autostima; la convinzione
del valore e della dignità personale, con l’aggiunta di una equilibrata soddisfazione per le
nostre caratteristiche fisiche o mentali, le nostre capacità, i successi”. Il narcisista sano
è “una persona che è in grado di mettere in atto una adeguata intersoggettività”. Dal
narcisismo sano Lingiardi prosegue poi descrivendo l’Arcipelago N come una curva che che
va dalla bassa autostima del narcisismo fragile alla troppa autostima del narcisismo
arrogante e maligno, fino ad arrivare alla psicopatia. Tutte le sfumature delle diverse forme
di narcisismo sono descritte ed esaminate accuratamente evidenziandone i rispettivi aspetti
di tipicità.